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La costanza.

Costanza è un nome che non mi è mai piaciuto.
Nemmeno la versione maschile mi aggrada.

Quindi, se tanto mi dà tanto, preferisco l’Incostanza.

Credo di averlo anticipato diverse volte che sono pigra. E incostante.

Insomma, non potete dirmi che non vi avevo avvertiti! Alzate le mani e ditelo “Ah, ma tu ci avevi avvisati!“. Perché altrimenti non è valido.

Insomma, l’ultimo post risale a luglio. Cos’è successo da luglio?
Mah, niente di che.

Mi sono sposata.
Ho scoperto che l’Inquilino della pancia è un maschietto.
Ho iniziato un nuovo lavoretto.

Cose da niente, succedono tutti i giorni.

Leggo qui a destra che manca un mese al giorno in cui stringerò tra le braccia la creaturina che cresce in me, l’Alieno (finalmente posso dire ALIENO senza sentirmi complice di una lingua sessista) ed è tutto molto strano. E’ strano avere il lettino con la cesta porta bimbo al suo interno ai piedi del letto, è strano vedere che in armadio ci sono due sacchi (due sacchi è volutamente esemplificatorio: ho due sacchi pieni di roba che non ho ancora lavato e piegato) pieni dei suoi vestitini.
E’ strano sentire scalciare come se non ci fosse un domani (e come se non ci fossero le mie costole) ed è strano che ora, in metro, le giàmutter mi lasciano il posto a sedere, perché il mio pancione non si può più nascondere.

E’ strano anche vedermi con una fede al dito e dire “mio marito” invece di “il mio ragazzo”, ma dopo quasi 3 mesi, diciamo che ci ho fatto l’abitudine.

Ah, l’Inquilino della pancia si chiamerà Elia.
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Dormire a pancia in giù.

Non ricordo da quanti anni, ma so che sono davvero tanti.
Per me è impossibile addormentarmi se non sono a pancia in giù. E credo di non essere la sola, tanto che persino l’Ikea ha pensato a noi amanti delle posizioni prone.

Il problema è che ora non sono sola nel mio corpo. L’Inquilino della pancia, che ovviamente sta nella pancia, non gradisce la posizione prona e si fa sentire perché dopo 5 secondi tutti gli organi interni iniziano a ribellarsi.
Quindi mi tocca girarmi. Su un fianco, perché supina no, non si può, non ce la faccio.

E poi sono giorni che faccio incubi allucinanti e mi sveglio col magone. 
Ma siamo pazzi?

 

Nel frattempo oggi mi hanno chiamata un po’ di studi di diagnostica prenatale, dove ho mandato la richiesta per la morfologica, due me l’hanno confermata e ora devo soltanto scegliere.
E speriamo che stavolta l’Alieno ci faccia vedere se è maschio o femmina, che qui il tempo passa e tutti vogliono farci un sacco di regali.

 

E voi come dormite?

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16 settimane ≠ 4 mesi.

Insomma, durante la gravidanza bisogna leggere libri. Oppure avere attorno a sé mamme/sorelle/zie/amiche che hanno già sfornato, perché altrimenti se conti solo sulle tue capacità sei fregato. Io mi sono resa conto di non saperne nulla. 
Ad esempio fino a ieri pensavo che 16 settimane fossero, fondamentalmente, 4 mesi. E invece mi sono sbagliata. Infatti, secondo le tabelle che si possono trovare in giro su internet, si evince che sono di 4 mesi e mezzo. Perché in realtà la gravidanza “dura” 10 mesi e non 9.

Quindi fondamentalmente non avevo capito nulla. Sapevatelo.

Sono praticamente al quinto mese di gravidanza. La mia pancia cresce, la mia fame anche, ma ho perso 5 kg. E tutti mi dicono che sono più bella. (Era ora. Dovrei figliare in continuazione per sentirmelo dire.)

Ascolto Devendra Banhart sperando che l’Alieno gradisca. Ma non sento ancora movimenti, quindi devo decidere autonomamente. Scusa inquilino della pancia.

A proposito di leggere libri, in questo periodo da disoccupata sto divorando un libro dietro l’altro, ho appena finito un libro molto bello, “La Zia Marchesa”, di Simonetta Agnello Hornby, che vi consiglio. Ora ne sto leggendo uno terribile che si chiama “The act of Roger Murgatroyd” di Gilbert Aldair. Che sembra Cluedo.
Ho letto i libri sull’alimentazione vegana per mamma e bimbo che mi sono stati spediti dalla dolcissima Cesca (leggetevi il suo blog di ricette, è una cuoca sopraffina!) e ora vorrei iniziare a leggere libri che mi hanno consigliato delle giàmamme.

Devo avvisarvi: questo blog parlerà un sacco di gravidanza. Quindi abituatevi. Se non avete voglia di leggere storie di bambini e pance, cambiate canale finché siete in tempo. Non mi offenderò. Ve lo prometto.

Il problema è che i libri qui si trovano quasi solo in tedesco e io non so se voglio leggere libri sulla gravidanza in tedesco. Devo trovare qualche giàmamma italiana che mi passi dei libri. 

Che poi, ce ne fosse qualcuna tra di voi…

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16 settimane.

16 settimane.
Cioè 4 mesi.

Sono incinta e non me ne pento.
Ho deciso di iniziare questo blog perché sono la persona più pigra e incostante che conosco. Insomma, con la gravidanza mica si può tornare indietro. Si va verso il traguardo, giorno dopo giorno. Ho pensato che forse (ma dico forse) riuscirò a tenere questo blog almeno fino al gran giorno. Se non ce la farò, sarà uno dei tanti insuccessi della mia vita.

Vivo a Berlino da un anno e mezzo, ma sono italiana. Ho già aperto diversi blog nella mia vita, morti e sepolti, dimenticati.
Questo è diverso.

Parla dell’inquilino della pancia.
Parla di Berlino e di cosa succede in città per gli inquilini delle pance. E per le pance stesse, ovvio.
Ma soprattutto parla del cambiamento.

16 settimane sono un gran traguardo. E il tempo passa.
Il 6 dicembre si avvicina.

Mi seguite?
Seguitemi.

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